Fantozzi e Filini go to Australia – cap I

A oltre un mese di distanza dal nostro ritorno inizio a pubblicare le tragicomiche avventure che hanno visto me e la mia compagna protagonisti di una delle vacanze più sfigate della nostra vita. Il tutto all’altro capo del mondo.

Capitolo I – Melbourne, Pronto soccorso

Le quasi 30 ore di volo che ci portano da Milano a Melbourne, passando da Amsterdam e Abu Dhabi, le passo impegnandomi in tutti quegli esercizi che consigliano per evitare rischi di trombosi.
Lo strano dolore alla gamba a tratti sembra scomparire per poi tornare.

ibis

La meravigliosa vista dall’Hotel Ibis

La mattina del nostro quarto giorno in Australia mi trovo nel letto a baldacchino della fattoria-B&B lungo la Great Ocean Road. Il dolore persiste e mi sembra anzi peggiorato.
Memore del ricovero d’urgenza subito quasi 15 anni prima, mi faccio prendere dal panico e confesso a Mara di “non essere tranquillo”. Il panico si sa, è contagioso.

Facciamo colazione rapidamente, prendiamo l’auto e ci fiondiamo verso Melbourne, direzione un Pronto Soccorso.
Alle cinque dello stesso pomeriggio dovremmo prendere il volo per Adelaide, quindi in auto verso l’imbarco per Kangaroo Island dove il mattino dopo abbiamo il traghetto.

Non sapendo dove andare ci dirigiamo verso l’aeroporto dove dovremo restituire l’auto.
Verso le 11 siamo quasi arrivati e vediamo l’indicazione di un ospedale.
Mentre faccio la fila allo sportello noto che, pur essendo anglofoni, il Pronto Soccorso non assomiglia per nulla a quelli dei telefilm americani ma è invece identico ai nostri.

Dopo un quarto d’ora di attesa spiego all’infermiera del triage il problema. E che non ho la tessera sanitaria non essendo australiano.
Non c’è problema – fa lei gentilissima – accettiamo tutti. Solo dovrà pagare 80$ per l’accettazione e 400$ per il consulto del medico.
Iniziamo bene! Ok, chiamo l’assicurazione. Ovviamente non avevo preso la SIM locale come mi ero proposto prima del viaggio, il mio cellulare non ha più credito e su quello di Mara ci sono circa 5€. Che bastano giusto per spiegare all’operatore il problema prima che linea cada. Fortunatamente Mara ha l’autoricarica e in pochi minuti richiamo.
I 480$ li devo anticipare e me li rimborseranno al rientro.
Rifaccio la fila, faccio l’accettazione e vengo dirottato all’amministrazione per saldare.
L’impiegata prende i miei dati e quando le dico che sono italiano si ferma, si gira a prendere un foglio, lo scorre col dito e, con un sorriso smagliante, dice che è il mio giorno fortunato.

IL MIO GIORNO FORTUNATO?
Certo, sono a diecimila chilometri da casa, in vacanza, me la sto facendo addosso pensando che potrei avere una trombosi che mi spedirà al creatore da un momento all’altro, la mia compagna è bianca come un cencio per la paura che mi ricoverino e che rimarrà sola in un paese di cui mastica poco la lingua.

Mi comunica che, grazie a un accordo di reciprocità tra i nostri paesi, non devo pagare nulla.
Ah beh, allora è proprio il mio giorno fortunato!

Passano le ore e, a parte un prelievo di sangue, non succede nulla. Si fanno le 4. A quel punto il volo per Adelaide è andato. Così come lo splendido B&B per quella notte ma al momento abbiamo altro per la testa.
Poco dopo le 5 torna il medico. Secondo lui non ci sono sintomi di una trombosi ma c’è un valore del sangue sospetto e preferisce fare un eco-doppler. Il giorno dopo a mezzogiorno. Se il doppler è negativo possiamo andarcene altrimenti si torna al PS.
Scoramento.

Audi A3

Andiamo a prolungare il noleggio…

Ci dirigiamo all’aeroporto. Prima tappa Hertz per prolungare il noleggio dell’auto di un giorno. Seconda tappa Ibis Hotel dell’aeroporto per una stanza. Appena in camera collego il wifi e tra le varie mail che mi arrivano ce n’è una della compagnia aerea che ci dice che il volo che avremmo dovuto prendere il pomeriggio era stato cancelato!
Torna in aeroporto al banco della compagnia dove ci sistemano sul volo del giorno successivo.
Ci offrono un voucher per la notte in hotel. Peccato che noi abbiamo già pagato l’Ibis quindi ciccia. 😦

La mattina successiva, dopo una notte agitata, ci dirigiamo all’ospedale dove alle 12 mi fanno il doppler.
Dunque? chiedo al tecnico. Mah, c’è qualcosa che non torna. Dovrà farsi vedere dal medico.

Mara sbianca e inizia a ripetere che vuole tornare a casa. Io, forse per scacciare pensieri peggiori, penso solo alla vacanza rovinata.
Dopo meno di un’ora però ci accoglie un medico che dice che non c’è alcun pericolo di vita e possiamo proseguire la nostra vacanza. Traduco a Mara che non ci crede e chiede lei stessa al dottore se possiamo veramente andarcene.

Ce ne andiamo dall’ospedale talmente leggeri che ci sembra di volare!
Purtroppo nel frattempo abbiamo perso il traghetto per Kangaroo Island e l’agenzia ci dice che non ci sono più posti liberi. Finiremo per passare 3 giorni ad Adelaide. Decisamente troppi.

Il dolore alla gamba è scomparso due giorni dopo senza mai più essere tornato. Ancora oggi non so cosa sia stato

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