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C’è silenzio ora nella stanza.
Due grossi divani bianchi la dividono in 2 parti. Lui però è seduto per terra sulle vecchie piastrelle fredde che avrebbe voluto cambiare ma non ha mai fatto. Gambe incrociate, la testa incassata sul petto.
C’è silenzio ora.
Sa che lei non tornerà. Non deve tornare. Glie lo ha detto lui: è finita, mio perduto amore.

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
“Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”

A un centinaio di chilometri di distanza lei piange lacrime dense, vischiose di disperata rabbia.
Dormiva. Di un sonno profondo. Ed è stata svegliata con violenza, all’improvviso. Non capisce cosa le stia accadendo, non riesce a comprendere. Annaspa e lavora freneticamente per nascondere ciò a cui non riesce a credere: la vena si è esaurita, prosciugata. E non c’è più nulla da recuperare.

vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
così per noi

l’amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza
e un po’ di tenerezza

Lui solleva la testa dal petto. Ha gli occhi arrossati e umidi ma le sue sono lacrime liquide e bruciano di sale. Da settimane tenta inutilmente di scaricare il peso dalle sue spalle, di restituirle le colpe che non gli appartengono tenendosi solo le proprie. Sente un dolore diffuso ma costante, come una macchia d’olio che tenta di arginare ma, mentre asciuga un lato, si spande dall’altro.

E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano,
li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo

È ora di dare quel bacio, pensa. È ora di ricominciare a vivere.

Exposure

The part I like best about parties is when it’s over.
People have all gone but, like those photographs taken at night with long exposure times, their trails of light are still left behind giving you a blurred idea of what just went on.
Lights dim, empty bottles scattered everywhere like heroic soldiers fallen on a battlefield, the faint scent of marijuana, a wine stain on the floor and the drunk guy, passed out on the couch, left behind by someone.
A Portishead song playing at low volume is the only sound.
This is when I like to walk in. This is where everything fits in.

Siamo pronti (Siamo pronti?)


Ormai ci siamo.
È venerdì pomeriggio e domenica alle 6:30 inizia il nostro agognato viaggio verso la terra dei canguri (e tanti altri animali meno simpatici).
Arriviamo a questa data in condizioni psico-fisiche a dir poco precarie.
Gli ultimi mesi sono stati pesanti. Infortuni, malattie, lutti, ritmi ossessivi e piccole sfighe quotidiane. Un continuo a cui non pare esserci fine e cui invece speriamo di porre un taglio proprio con questo viaggio.
È così che voglio che sia: da domenica mattina ci lasceremo alle spalle non solo l’Italia ma tutti i fastidi, pensieri, malanni e fatiche che ci hanno tormentato negli scorsi mesi.

Kangaroo

Beach & Roos!

Il giro che faremo in Australia ormai è definito. Ciò che c’era da prenotare è stato prenotato e non vediamo l’ora di essere lì, di staccare la spina.
Arriveremo lunedì sera a Melbourne dove trascorreremo 2 notti e una giornata intera ospiti di una mia vecchia amica conosciuta in Thailandia.
Poi la Great Ocean Road (dove peraltro ho già visto che è prevista pioggia in quei 2 giorni. Ma lasciamo perdere!)
Quindi voliamo ad Adelaide per proseguire immediatamente per Kangaroo Island.

4WD Challenger

Britz Challenger 4WD

Dopo 3 giorni si punta su Alice Springs e il suo Red Center dove trascorreremo 5 giorni sul nostro camper 4×4.
Per rifarci delle privazioni della vita da campeggio i successivi 5 giorni li passeremo al mare, costa orientale, dove, tenendo come base Town of 1770, faremo escursioni sulla Grande Barriera Corallina.
Concludiamo infine con l’immancabile tappa a Sydney.
Tra stasera e domani chiudo il bagaglio.
Mesi fa nutrivo moltissime aspettative da questo che è un viaggio che ho sognato per oltre 20 anni. Oggi mi sento spossato e mi accontento di partire e godermi qualsiasi cosa verrà.
Alle prossime puntate!

Facce come il culo e coglioni

1. Rep. Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria
Hanno riempito il mondo con loro emigranti ma adesso non ne vogliono a casa propria.
E la UE, dopo averli accolti, sta lì a discuterci pure. Tagliar loro tutti i fondi no, eh?

2. Salvini e la Lega (macchetelodicoaffà!)
blacknnHanno fondato la propria storia sulla denigrazione e gli insulti al meridione. Trasformano un residence per militari americani nel più grande campo di concentramento (a pagamento) d’Italia. Ovviamente a debita distanza da casa loro.
E adesso vanno lì a fare la morale a tutti.
E ci sono pure dei siciliani che li sostengono! Come un neonazista nero.

Neo Marketing

19:30 – praticamente moribondo sul divano, ucciso dal settimo? Ottavo? Neanche ricordo più da quanto dura ‘sto Flegetonte che ci sta flagellando con temperature soffocanti e che ha mandato in tilt la rete elettrica a Milano (io lo dico sempre che l’aria condizionata fa male. Avete voluto il fresco? E adesso state al caldo, al buio e con la puzza del cibo andato a male!)
Dicevo, annaspante sul divano sento squillare il cellulare. Uno di quei numeri strani. Numeri da rompicoglioni. Ma tanto sto boccheggiando esanime. Tanto vale sentire chi e cosa vogliono.

“Signor Fulvio Francesco?” Cominciamo bene. Manco la differenza tra secondo nome e cognome. Vabbé, sì, sono io.
“Buonasera, sono Giulio Agretti e chiamo per conto di…” Come, come? Giulio Agretti?? MA SE SEI PALESEMENTE NORDAFRICANO!
Per carità, ottimo italiano ma dai, si sente che non puoi essere Giulio Agretti!

safe_image

il dott. De Bartoli?

“Conosce la…?” Sì, sì, una di quelle aziende che promette di farti diventare milionario investendo in borsa dal computer di casa anche se non sai nemmeno leggere lo scontrino del prestinaio.

“Bene, allora la metto in comunicazione con il Dottor De Bartoli che le illustrerà i nostri servizi. Dottor De Bortoli? C’è in linea il signor Fulvio Francesco. Buona conversazione” Cioé tu, Giulio, esattamente a che servi? A digitare il mio numero di telefono? Mah…

“Signor Fulvio?” Ma da quando sono così casual questi draghi della finanza? “Sono il Dottor De Bartoli della…, lei la conosce la…?” Evvabbé allora ditelo che è uno scherzo telefonico. Anche il dottor De Bartoli è evidentemente nordafricano!!

E immagino pure che i due compari fossero uno accanto all’altro e per mettermi in comunicazione col dottore Giulio gli abbia semplicemente passato il cellulare Huawei.

Poveracci, devono pur lavorare ma se non beccano uno più disgraziato di loro dubito avranno molto successo.
Complimenti per la scelta dei nomi comunque. Il mio non l’avete capito ma i vostri erano carini.

E soprattutto complimenti all’azienda (è una che si fa pubblicità anche in TV) che usa dei poveri disgraziati che si inventano false identità italiane per far loro vendere i propri prodotti. Danno proprio una bella immagine pulita di sé.

P.S. e OT: Cercavo un’immagine spiritosa da mettere. Provate a cercare “magrebino” o “tunisino” in Google immagini. Fa passare la voglia di fare gli spiritosi