The End. Messinia – days 12 to 14

tramonto2Sarà perché sappiamo che stiamo andando verso la nostra ultima meta, che la vacanza è in dirittura d’arrivo, ma la strada che lascia il Mani verso nord lungo la costa occidentale del dito centrale, ci sembra piatta, noiosa e anche un po’ bruttina.

Ci mettiamo meno di un’ora a raggiungere Stoupa, la prima località di mare che incontriamo. Lasciamo l’auto in un parcheggio e visitiamo a piedi il centro.
Ci mettiamo molto poco a capire che non è il posto dove vorremo passare gli ultimi 3 giorni della nostra bella vacanza. Il paese non è altro che una strada sul lungomare con qualche traversa. Da un lato una serie interminabile di ristoranti e agenzie varie. Dall’altro una scialba spiaggia piantumata a ombrelloni e sdraio spalmate da centinaia di corpi molli e bianchicci.
Scopriamo che Stoupa è una specie di enclave britannica. Un’enclave piuttosto brutta ed essendo britannica si rischia forte di mangiar male!
La lasciamo dopo pochi minuti sperando che l’unica altra località segnalata sia meglio.

room

la camera “bella”

Kardamili ci appare subito più gradevole. Il paesino si sviluppa per lo più lungo la strada statale che la attraversa ma le costruzioni, i locali e i negozietti danno subito l’impressione di essere meno dozzinali di quelli di Stoupa.

Cerchiamo un alloggio. Seguiamo le indicazioni per il Village Hotel Melitsina, trovato su TripAdvisor durante una sosta in un bar.

hotel

La nostra camera dall’esterno

Il posto è carino. Una serie di appartamenti in stile locale sparsi su una vasta area. L’hotel sembra deserto. La signora alla reception ha l’aria di un animale in trappola che ringhia per paura.
Ci mostra due stanze. Scelgo senza esitazione quella più bella anche se siamo ampiamente fuori budget ma ho da farmi perdonare la notte precedente nella stanza squallida!
Al limite staremo qui una notte e poi cercheremo qualcosa di più economico, penso. Finiremo con lo stare lì per tre notti chiedendo però uno sconto.

beach

Spiaggia di rocce

Preso possesso della stanza, ci infiliamo i costumi e ci dirigiamo alla “spiaggia” privata. Le virgolette ci vogliono dato che si tratta di una strana distesa di rocce nere, una colata di lava solida. Una passerella in legno porta al mare dove una scaletta aiuta ad entrare e soprattutto uscire dall’acqua.
Nonostante il tempo sembra sia cambiato rispetto a qualche giorno fa e il mare sia decisamente mosso il posto ci piace. Il fatto di avere la spiaggia e la struttura tutte per noi poi aiuta!

Kardamili alla fine ci piace. Un posto elegante ma non pretenzioso, laid back come direbbero gli inglesi di Stoupa. Tolto l’ultimo pomeriggio, quando vento e nuvoloni ce lo impediscono, passiamo buona parte delle giornate al mare e a riposare.

beer

Aperitivo!

Le sere le trascorriamo a ciondolare tra un bar e un pub in attesa della cena che per due sere consumiamo alla Taverna Kiki. Molto buono sia il pesce che lo stifado che le verdure.
L’ultima sera invece proviamo una trattoria con un bel terrazzo appena fuori paese. Discreto ma nulla di eccezionale.

Il nostro viaggetto finisce qui. O meglio, finisce sabato mattina a Kalamata, che però non ha granché da offrire.
Complessivamente possiamo dirci pienamente soddisfatti. Abbiamo visto borghi deliziosi, visitato siti storici di grande fascino, ci siamo riposati su spiagge meravigliose e abbiamo mangiato ottimamente.

UFO

Un UFO?

Chiudo con una piccola (e banale) nota socio-politica: i posti che abbiamo visitato non sembravano particolarmente toccati dalla crisi. Anche i villaggi meno turistici, in mezzo alle montagne, erano molto curati con case nuove o comunque molto ben ristrutturate. Una strana situazione se si pensa che negli stessi giorni, in città come Atene e Salonicco, si svolgevano grandi manifestazioni.
Una cosa però l’ho notata. Il ritmo di vita che hanno i greci – almeno in questa parte della Grecia – è anni luce distante dai nostri. Il che, secondo me, è un bene perché noi viviamo a ritmi ormai disumani.
Anche nelle località più turistiche non si avverte certo la foga di accaparrarsi i pochi turisti che ci sarebbe in analoghi luoghi nostrani.
Però è impensabile che questi possano stare nell’Europa dell’Unione viaggiando alla metà della velocità del resto dei paesi membri.

Con questa profondissima analisi chiudo questo interminabile serial.

Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto e… αντίο!

Qui trovate il link a un’ampia selezione di foto.

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