Fantozzi e Filini go to Australia – cap II

A oltre un mese di distanza dal nostro ritorno pubblico le tragicomiche avventure che hanno visto me e la mia compagna protagonisti di una delle vacanze più sfigate della nostra vita. Il tutto all’altro capo del mondo.

Capitolo II – Red Centre, il cucinino

Che non tutto sarebbe andato liscio avremmo dovuto intuirlo dall’eccessiva facilità con cui l’impiegata dell’agenzia Britz di Alice Springs ci aveva messo in mano il mezzo. Non dico volessimo un corso teorico e pratico ma due indicazioni in più sul funzionamento, magari da un tecnico e non dall’impiegata commerciale che ne sapeva meno di noi, non ci avrebbero fatto schifo.

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Lo stramaledetto cucinino

Arriviamo al Ayers Rock Campground che è già buio. Ci sistemiamo nella nostra piazzola, apriamo tettuccio e cucinino e ci prepariamo la nostra prima cena in campeggio.
Tutto liscio. Riordiniamo, richiudiamo la cucina e andiamo a letto dopo aver lavato i piatti (al buio – non c’è stato modo di trovare una luce nella zona lavanderia)
La mattina dopo sveglia alle 4 per andare a vedere l’alba su Uluru. Alba che sostanzialmente non vediamo dato che il cielo è coperto.
Delusi torniamo al campeggio per farci la colazione. Tento di aprire il vano della cucina ma una delle due maniglie è bloccata. Dieci minuti di tentativi e santi non servono a nulla. È evidente che si è chiusa la serratura automatica e io non ho la chiave.
Chiamo l’agenzia. Siamo a 500km di distanza, non sappiamo che farci, chiama l’assistenza tecnica. L’assitenza tecnica è più cortese ma sostanzialmente dice di provare a chiedere a qualcuno alla reception del campeggio (e fin lì ci ero arrivato pure io).
Alla reception del campeggio mi mandano alla stazione di servizio. Alla stazione di servizio mi danno l’indirizzo di un’officina meccanica.

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Siamo sempre qui

All’officina studiano la cosa e giungono alla mia stessa conclusione: senza chiave non si apre. Fortunatamente il capo officina si dimostra cortesissimo, sveglio e super efficiente: chiama lui l’agenzia di Alice Springs, parla con la manager che decide che ci manderà la chiave che però arriverà solo il giorno successivo.
Ciò significa che non potremo usare la cucina quella sera e dovremo andare al ristorante con spesa extra. Inoltre il giorno dopo non potremo partire presto per la tappa successiva in attesa che arrivi la chiave.

Dieci minuti dopo aver lasciato l’officina squilla il cellulare. È il meccanico. Dice che l’hanno richiamato dall’agenzia e non trovano la chiave. Annamo bene! Se voglio torno subito da loro e mi aprono la serratura col trapano.
E torniamo!

Il resto della giornata trascorre piacevolmente a spasso per l’Uluru – Kata Tjuta National Park.
La sera, rientrati in campeggio ci accingiamo a prepararci la cena. Apro il vano ora libero, estraggo il cucinotto, prendo la bombola del gas, il tubo e… la guarnizione di gomma è rotta!
Senza guarnizione il tubo del gas perde e ormai lo spaccio è chiuso. Vengono chiamati per nome una nuova serie di santi.
Calma. Siamo pur sempre in campeggio e una delle caratteristiche dei campeggiatori è la solidarietà. Così prendo il mio anellino di gomma e mi dirigo verso la roulotte più vicina.
La roulotte è grande più o meno come l’attico di Bertone. Dalla finestra che da sulla veranda si vede una signora che prepara la cena in una cucina di un hotel 5 stelle. Sotto la veranda, su una comoda sedia in tela, un signore legge sorseggiando del vino.
Ci credo poco ma a questo punto tento. Chiedo scusa, per caso non è che avrebbe un affare fatto così? Il tizio lo guarda con espressione che non promette nulla di buono. Poi si alza e mi dice vediamo.
Lo seguo dietro l’attico su ruote dove appare parcheggiato un fuoristrada giustamente dimensionato per trainare il bestione. Super accessoriato, cattivissimo con delle ruote tassellate che potrebbero arrampicarsi sui vetri.
Apre una specie di finestrino laterale del bagagliaio, tira fuori un cassettino metallico, apre uno sportellino e… tira fuori una confezione tre metri per due contenente una cinquantina di rondelle di gomma disposte in ordine di grandezza decrescente. Dalla più grande adatta agli oleodotti arabi fino a quelle per strumenti da nano chirurgia.
Grazie, ci hai salvato la cena – allora mi sento molto sollevato, risponde con un sorriso.

La mattina dopo tutto sembra andare per il meglio. Facciamo colazione, chiudiamo il mezzo pronti per partire, Mara mette in moto, parte e… FIIIIIIIIIIIII!!!!!! Un fischio lancinante!
E adesso cosa diavolo è?? Spegni, riparti. Niente, il fischio, fortissimo, permane. Che si fa?
Dieci minuti dopo siamo dal nostro amico meccanico. Per la terza volta!
Siamo sempre noi. Adesso c’è questo.

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Forse possiamo andare!

Due dei meccanici – i più mattinieri, sono le 8:30 – si mettono a smanettare nel cofano aperto. Il fischio è sempre lì. Dopo una decina di minuti vedi uno dei due che si dirige verso il cucinino. Apre il famigerato vano, spinge il cassettone all’interno e magicamente il fischio cessa.
Il cucinino era stato semplicemente chiuso male.
Figura di palta in Australia: FATTA

Da lì in poi il maledetto cucinino ha smesso di darci problemi. La sera successiva comunque, per non saper né leggere né scrivere, abbiamo cenato al ristorante!

La simpatica (ma anche no) impiegata della Britz, per risarcirci dei fastidi, ci ha offerto un rimborso addirittura di 50$ (circa 30€). No, non bastavano per pagarci la cena al ristorante del campeggio.

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