Ad Alicudi! (tutti nudi a mangiare pesci crudi)

Dopo un anno sabbatico siamo tornati alle Eolie anche quest’anno.

Ammetto che vado a Lipari ormai solo per compiacere i miei genitori e che preferirei utilizzare le mie ferie e le poche finanze in viaggi altrove. Alla fine comunque resta pur sempre una settimana di mare che male non fa.

Quest’anno abbiamo aggiunto un paio di novità.

UNO

cuccetta

Il nostro giaciglio su binari

Tra i motivi per cui ho perso la voglia di passare le mie vacanze alle Eolie, pur avendo una casa a disposizione, c’è la difficoltà (e i costi) per raggiungere il posto.
Negli ultimi 5 o 6 anni abbiamo tentato strade diverse tutte le volte (ne scrissi già)

Quest’anno è stato l’anno del treno.
Freccia Rossa Milano – Roma e treno notte da Roma a Messina. Quindi aliscafo diretto (che diretto non sarà, come spiegherò) per Lipari.

La prima tratta ottima – ma già lo sapevo per averla effettuata altre volte. Tre ore su un treno comodo e siamo a Roma.
Per la coincidenza abbiamo solo 15 minuti ma essendo il FR in perfetto orario ed essendo il Treno Notte in perfetto ritardo ci bastano e avanzano per cambiare binario e sistemarci nel nostro vagone.

I treni notte di Trenitalia non sono più – come ai tempi in cui facevo Milano-Messina 20 anni fa – a sei cuccette maleodoranti ma le hanno ridotte a 4 un po’ meno maleodoranti (il livello dipende molto da chi occuperà le altre 2 cuccette).
A noi va abbastanza bene: un anziano siciliano e un signore calabrese evidentemente esperto nel tragitto.

La teoria del viaggio di notte così dormo e al mio risveglio sono arrivato è, giustappunto, teoria. La pratica è che non chiudiamo occhio né io (e questo è normale) né Mara che dormirebbe pure sotto un bombardamento israeliano su Gaza.
In ogni caso il treno arriva a Villa S. Giovanni addirittura in anticipo e ci permette di attendere il carico dei vagoni sul traghetto con calma.

Non sono ancora le 7 quando siamo al porto degli aliscafi dove prendiamo il biglietto per il primo aliscafo in partenza. E qui facciamo un errore da dilettanti. Non chiediamo conferma che l’aliscafo sia il diretto Messina-Lipari e così ci troviamo a fare il giro di tutte le isole: Stromboli, Panarea, S, Marina Salina, Rinella e finalmente, dopo 4 estenuanti ore, Lipari.

Al ritorno stesso percorso inverso (stavolta prendendo l’aliscafo diretto!).

Arancino Nibali

L’arancino “maglia giallia” per Nibali

Arrivati a Messina verso le 19 e avendo il treno alle 22 abbiamo avuto il tempo di fermarci a sbafarci degli ottimi rustici da Famulari e farci un giretto in centro.

Un paio di curiosità su Trenitalia.
I bagagli a Messina li abbiamo dovuti lasciare al deposito di una linea di autobus nei pressi della stazione dato che il deposito bagagli delle ferrovie chiudevano alle… 16! Complimentoni per il servizio.
Mentre all’andata, come detto, prenotando la combinazione Freccia Rossa+treno notte, il sistema ci ha trovato la coincidenza a Roma con soli 15 minuti di attesa, al ritorno ci ha prenotato un Freccia Rossa un’ora dopo l’arrivo. Segno evidente che sanno benissimo che mentre il FR arriverà quasi sicuramente in orario, gli altri treni arriveranno quasi sicuramente in ritardo (cosa peraltro che non è successa né all’andata né al ritorno quando avremmo potuto prendere un treno prima)

DUE

Sono più di 25 anni che, con poche eccezioni, vado tutti gli anni a Lipari. E in tutti questi anni non ero mai andato ad Alicudi.

Alicudi è la più distante delle 7 isole ed è anche la più selvaggia. O la più verace per alcuni.
Non ci sono veicoli di alcun genere perché l’sola è impraticabile (e troppo piccola) per qualsiasi mezzo motorizzato. Le strade sono costituite da lunghe e ripide gradinate in pietra che si inerpicano verso l’alto. Oltre alle proprie gambe l’unico mezzo di trasporto sono asini e muli.
Purtroppo il brevissimo tempo concessoci dal barcone con cui siamo andati ci ha permesso giusto di risalire una di queste mulattiere per poche centinaia di metri. Pare però che lo spettacolo sia salire fino in cima al monte Filo dell’Arpa – un vulcano spento i cui fianchi sono tappezzati dei resti di antichi terrazzamenti una volta coltivati e ora abbandonati – per godere dello spettacolo dalla sua sommità.
La costa che si tuffa in acque cristalline è abbastanza piatta e meno bella, per esempio, di quella della vicina Filicudi.

Forse varrebbe la pena passarci una o due notti per vivere al meglio la pace dell’isolamento e la full immersion nella natura. Anche per “ammortizzare” il viaggio di oltre 2 ore (da Lipari) per raggiungerla!

Non mi sono portato la macchina fotografica quest’anno per cui ho scattato pochissime foto con il cellulare.
Eccole:
 Eolie 2014

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