Riding with the poets

TA

La TransAlp e Mara sono pronte

Complice il target di ferie da raggiungere, un voucher regalo e il meteo con temperature da estate torrida, decidiamo di rilassarci al mare della Liguria per qualche giorno.
Trattandosi di riviera ligure scegliamo di utilizzare la moto – recentemente rimessa quasi a nuovo – per evitare lo stress della viabilità e sopratutto degli accessi limitati e dei parcheggi inesistenti o carissimi.
Scegliamo come meta Lerici, che non abbiamo mai visitato, dove troviamo uno degli hotel convenzionati col nostro Wonderbox: Albergo Serena, sulle colline a 2km dalla cittadina.
L’albergo è fuori dalla ressa e dalla calura del centro. Arredo economico e decorazioni di dubbio gusto ma la camera era pulitissima, il letto discretamente comodo e la colazione ottima ed abbondante.

Lerici

Tramonto sul molo di Lerici

Arriviamo all’ora di pranzo il sabato. Scaricata la moto dai bagagli e indossati abiti più consoni agli oltre 35°C scendiamo in paese dove, vagando senza meta, finiamo per pranzare in un grazioso localino, Siamo Fritti, appollaiati sugli eleganti sgabelli in legno.
Nonostante, come il nome fa intuire, le specialità siano i fritti scegliamo pietanze più leggere e adatte alla temperatura: filetti di acciughe marinate, tortino di broccoletti e insalata di mare.
Tutto ben fatto, gustoso e servito dalla simpatica Teta!

Maralunga

Mara a Maralunga

Rimontiamo in sella e ci dirigiamo, direzione Tellaro, alla ricerca di una spiaggia per il nostro primo bagno dell’anno. In meno di 10 minuti siamo a Maralunga. Scendendo pochi gradini ci si trova al di sopra di una sottile striscia di scogli a picco sul mare. Una scaletta permette l’accesso in acqua, pochi i bagnanti abbarbicati. L’acqua è splendida e il fatto che sia poco frequentata ci convince a scendere e trovare anche noi un angolo di scoglio vivibile.

Maralunga

Maralunga

Scelta azzeccata! L’acqua freddina è perfetta per smaltire la calura accumulata durante il viaggio.

La sera torniamo sul molo di Lerici per trovare posto al Bar Corona dove trasmettono la finale di Champion’s League. Passiamo tutta la serata lì cenando a base di vino, birre e stuzzichini (mi rifiuto di scrivere la parola aperic… ci siamo capiti!)

Il secondo giorno partiamo alla ricerca di una nuova spiaggia. Proseguiamo ancora una volta in direzione Tellaro e ci fermiamo a Fiascherino, deliziosa baia con spiaggia di sabbia e scogli ai lati.

Fiascherino

Fiascherino è tutto per noi!

È domenica e alle 9:30 la spiaggia è già discretamente affollata. Troppo per i nostri gusti ma il posto merita così ci dirigiamo ai lati, verso gli scogli, trovandoci un posticino anche qui. Inizialmente siamo praticamente soli ma già un’ora dopo siamo circondati di persone anche sugli scogli.
Certo nulla a che vedere con la spiaggia dove non si riesce nemmeno a trovare posto per poggiare i piedi!

montemarcello03

Montemarcello

Nel pomeriggio ci facciamo un bel giro in moto proseguendo sulla strada Provinciale 28 dove scopriamo un bel borgo, Montemarcello, da cui si gode una bella vista sul Golfo dei Poeti.

montemarcello

Montemarcello

La sera decidiamo che è ora di farci una bella mangiata di pesce. All’hotel ci consigliano un ristorante a Bocca di Magra ma non abbiamo voglia di fare ancora strada. Optiamo per una rapida ricerca su Tripadvisor a Lerici e, dopo un rapido aperitivo, ci accomodiamo all’Osteria del Mare.
Il locale si presenta molto elegante. Ci fanno accomodare a un tavolino all’aperto.
Io mi faccio tentare da un antipasto particolare: carpaccio di gamberoni. A seguire un fritto misto che ho notato a un tavolo accanto al nostro.
Mara invece sceglie un primo, straccetti alla marinara, e totani grigliati come secondo.
Il carpaccio mi lascia inizialmente perplesso: è tagliato talmente sottile che risulta praticamente invisibile tanto che ero convinto mi avessero portato un piatto vuoto! Il sapore però era ottimo e, se non si pretende di abbuffarsi, del tutto soddisfacente.
Buonissima anche la pasta di Mara così come ottimi i suoi totani alla griglia e il mio fritto misto.
Tolto il mio antipasto le porzioni sono anche abbondanti.
Abbiamo innaffiato il tutto con un vino bianco locale ma non esprimo giudizi dato che non ne capisco nulla.
Per concludere, ottimi anche i dolci.
Il conto è un po’ salato ma nulla di inaspettato considerato ciò che abbiamo ordinato e il servizio.

Terzo giorno, lunedì.
Siamo costretti a cambiare alloggio perché al Serena sono al completo (noi avevamo inizialmente prenotato solo 2 notti).

Portovenere

Portovenere

Ci spostiamo così più vicino a Lerici, al B&B i Girasoli. Per 80€ ci viene data una stanza enorme ricavata nel solaio. Molto bella e comoda, con angolo cottura nascosto e aria condizionata – entrambe cose che non useremo.
Scaricati i bagagli nel nuovo alloggio decidiamo di cambiare zona e ce ne andiamo a Portovenere. L’intenzione è di farci la giornata di mare sull’isola Palmaria come ci hanno suggerito due simpatici signori cremonesi nostri vicini di tavolo la sera precedente. Suggerimento che si rivelerà ottimo.
L’isola si trova esattamente di fronte a Portovenere e, pur essendo stati qui moltissime volte, mai eravamo sbarcati.
Un traghetto ci porta in 5 minuti al piccolo molo della spiaggia Gabbiano.
Come sempre passiamo oltre la spiaggia attrezzata e puntiamo verso gli scogli prospicienti la stupenda chiesetta di San Pietro arroccata sulla punta estrema di Portovenere.
Lì ci accampiamo sugli scogli che si tuffano su un mare blu elettrico dalle acque fresche e rigeneranti.
Verso le 17:30 ripartiamo per la terraferma e, dopo una breve visita a Portovenere, rientriamo alla base.

Passo del Bracco - 616m slm

Passo del Bracco – 615m slm

La sera decidiamo di fidarci del consiglio dell’albergatrice e puntiamo su Sarzana per una cena a base di panigacci alla Locanda del Panigaccio.
Ordiniamo un tris di testaroli e due panigacci classici coi salumi.
La gestrice è molto gentile e offre anche di visitare la cucina per ammirare come vengono preparati i panigacci. Io e Mara saltiamo visto che sappiamo già di cosa si tratta ma ci toglie comunque il dubbio che ci era venuto sul fatto che le pagnotte non venissero fatte al momento ma fossero pre-cotte e riscaldate.
Ciononostante, non siamo particolarmente soddisfatti. Rispetto alla vera e propria rivelazione avuta anni prima questi ci sembravano un po’ troppo… gnucchi!

Martedì, ultimo giorno.
La sera precedente ha diluviato e anche oggi il cielo non promette nulla di buono. Carichiamo la moto e decidiamo di tornare piano piano verso casa passando da Genova.
Superata La Spezia imbocchiamo l’Aurelia che, con nostra sorpresa, si inerpica nell’entroterra ligure per una strada bellissima in mezzo a boschi e piccoli borghi, salendo fino al Passo del Bracco.

Portofino

Portofino

Verso l’ora di pranzo siamo nei pressi di Portofino dove ci fermiamo. Anche in moto l’unico posteggio che troviamo è quello a pagamento (2.50€/ora per le moto, 5.50€/ora per le auto).
Scesi nella piazzetta ci fermiamo al Winterose, un wine bar piuttosto fighetto gestito da una cordiale signora.
Mara si fa portare un vino bianco locale mentre io prendo l’unica birra artigianale in lista (una Ciära, del Birrificio Ex Fabrica di Grazzano Visconti – ottima per l’aperitivo)
Breve giro per il paesino dei VIP – affollato da anziani turisti sbarcati dalle navi da crociera – e siamo pronti per proseguire stavolta in autostrada.

Trebiano

Il piccolo borgo di Trebiano, Arcola

Giunti a Genova si materializzano i nostri più cupi timori: veniamo sorpresi da un acquazzone devastante. Nel chilometro e mezzo che ci divide dall’autogrill facciamo in tempo ad inzupparci – anche perché, con astuzia e lungimiranza, avevamo lasciato le tute anti-pioggia a casa!
Dopo aver atteso invano che smettesse di piovere, capiamo che non abbiamo scelta. Ci facciamo dare 2 sacchi della pattumiera dal commesso dell’autogrill, li trasformiamo in splendidi gilet impermeabili e ripartiamo.
L’acqua ci perseguita fino a Tortona quando, finalmente, ci lasciamo i nuvoloni neri alle spalle.
Il resto del viaggio prosegue monotono fino a casa dove arriviamo ormai asciutti nel tardo pomeriggio.

Un bel weekend in posti splendidi ma decisamente troppo affollati. E l’affollamento, ahimè, lo generiamo noi lombardi e piemontesi che ogni weekend ci catapultiamo tra gli stretti carrugi in cerca di una pausa dal grigiore cui siamo costretti tutti i giorni.

 

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