FANTOZZI E FILINI GO TO AUSTRALIA – CAP IV

A oltre un mese di distanza dal nostro ritorno pubblico le tragicomiche avventure che hanno visto me e la mia compagna protagonisti di una delle vacanze più sfigate della nostra vita. Il tutto all’altro capo del mondo.

Capitolo IV – Sydney e Abu Dhabi, il passaporto

Gli ultimi dollari li spendo in un negozietto di paccottiglia pochi minuti prima di imbarcarmi sul volo che ci porterà a casa, passando per Abu Dhabi e Amsterdam.

passaporto-elettronicoLe 14 ore di volo della prima tratta passano tra brevi sonni, film e micro passeggiate lungo i corridoi del velivolo.
Arriviamo ad Abu Dhabi a tarda sera ora locale. L’aeroporto, come Dubai, è uno snodo importante sulle rotte tra Europa e Asia e Pacifico e, anche a quell’ora, è affollatissimo.

Ci dirigiamo dal gate di avvio a quello per il volo di coincidenza. Ce l’hai tu il mio passaporto, no? chiedo a Mara.
Assolutamente no.
Calma. Ri-perlustrazione delle tasche dei pantaloni. Ricerca nello zainetto. Controllo nelle tasche della borsa della macchina fotografica. Ri-ricerca nello zainetto e in tutte le sue (due) tasche.
OK. Panico!

crudelia

Crudelia Demon

Sento una voce roca, mefistofelica, carica di odio e cattiveria. Un incrocio tra Crudelia Demon e il cattivissimo di Harry Potter che non so come si chiama: IO TI AMMAZZO.
Curiosamente non è un mostro o una strega a pronunciare la frase ma Mara.

 

Subito al banco informazioni della Etihad.
Passaporto perso su aereo… (spero)
Se è sull’aereo lo stanno pulendo adesso e ce lo porteranno.

Passa mezz’ora ma nulla. Inoltre i ragazzotti non mi sembrano né svegli né particolarmente interessati al mio dramma.
Andiamo al nostro gate di partenza e ripeto la storia. Qui l’addetto della KLM mi pare più pronto e inizia subito a fare telefonate.
Senza passaporto noi non possiamo imbarcarla, sir. La signora ce l’ha il passaporto? In caso non ritrovassimo il suo, sir, la signora parte? ECCHENNESO??! Sì, sì, lei parte.

I minuti passano. Del mio passaporto non c’è traccia e il gate inizia a popolarsi dei passeggeri del nostro volo.
A questo punto mi convinco che non l’ho perso sul volo ma a Sydney. Forse lasciato al negozietto di paccottiglia.
Più Panico!

Inizia l’imbarco. Ormai la maggior parte dei passeggeri è salita. Torno dall’addetto. Stavolta con meno aplomb delle volte precedenti.
Io devo salire su questo volo non posso stare qui senza documenti ho passato tutti i controlli in Australia sono cittadino EU e sto solo lasciando il vostro paese in transito LA PREGO MI FACCIA SALIRE!
Sorry, sir non posso autorizzare l’imbarco senza un documento.
(mi scorrono davanti agli occhi le immagini di Fuga di Mezzanotte)
Però guardi, è arrivato il manager. Provi a chiedere a lui.

Salto alla gola del manager. Passaporto perso Sydney ho una copia ho la carta d’identità che in EU è valida VOGLIO ANDARE A CASA!
Se l’ha perso veramente a Sydney, ammesso che lo trovino, ci vorranno quattro o cinque giorni durante i quali lei sarebbe bloccato qui in aeroporto. Se mi garantisce che non riterrà responsabile KLM per ciò che le accadrà nel paese di arrivo io chiudo un occhio e la imbarco.

Sento il cuore che ricomincia a pompare. Grazie grazie grazie grazie mentre volo lungo la passerella di accesso al velivolo trascinandomi borsa della macchina fotografica, trolley, zainetto e Mara.

Ad Amsterdam – manco a dirlo. C’erano appena stati gli attentati di Parigi – apena scesi veniamo accolti da due militari con dei bicipiti grossi quanto la mia cassa toracica.
Presento la mia carta d’identità cartacea e smangiucchiata. Il milite la guarda schifato, fissa me con sguardo marziale (è milite d’altronde) e mi lascia andare senza fiatare. Primo controllo superato.

Ora il controllo documenti istituzionale. Consegno la solita carta d’identità.
E il passaporto? Perso. Vabbé.
Il doganiere tira fuori un monocolo che in vita mia avevo visto maneggiare solo da gioiellieri ebrei nei film. Esamina il documento.
Queste cose fanno veramente schifo.
Mi spiace io… No, no, è un documento valido ma fanno comunque schifo. Riferirò ad Alfano e Gentiloni, grazie.

È la seconda volta che ti presenti ad Amsterdam senza passaporto. Secondo te ti hanno segnalato? È sempre Crudelia Demon che parla.
Beh ma stavolta ce l’ave… lo sguardo di Crudelia suggerisce di lasciar cadere elegantemente la frase a metà.

Due ore dopo siamo a Linate.
La vacanza è finita. Annoiare, non ci siamo annoiati. E modestamente credo di averci messo del mio per movimentarla.

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