Come faccio?

Quello che segue è un episodio raccontatomi da una mia collega di cui è stata testimone.

parcehggioPREMESSA
La mia azienda, di giorno, arriva ad ospitare oltre 4000 persone tra dipendenti ed esterni. Naturale quindi che abbia parcheggi adeguati. Dico parcheggi perché sono ben 5. Uno, il più grande, è anche il più distante dall’ingresso. È l’unico nel quale si trova posto anche arrivando tardi ma dai punti più distanti ci si può mettere anche 10 minuti a piedi per arrivare all’ingresso.
Gli altri posteggi, già alle 8 del mattino, sono al completo. Tutti tranne uno.
È un posteggio speciale riservato agli operai turnisti che fanno il secondo (ingresso alle 14) ma chiunque vi può parcheggiare purché sposti l’auto entro le 13.30.
Per assicurarsi che tutti lascino libero entro quell’ora, il parcheggio è chiuso da una sbarra e si può uscire solo chiedendo un gettone alla portineria. Ovviamente dopo le 13.30 non rilasciano gettoni!

LA DISPERATA
Succede spesso che qualcuno faccia il furbo: va a chiedere un gettone prima delle 13.30 e poi lascia l’auto nel parcheggio uscendo comodamente quando deve.
L’altro giorno il capo delle guardie sorprende una signora che usava abitualmente questo trucchetto.

“L’ho già avvertita due volte. Se la sorprendo ancora a parcheggiare nel posteggio riservato la segnalo all’ufficio personale”

Io al suo posto mi sarei vergognato come un ladro (la scena è avvenuta alla presenza di altre persone tra cui la succitata collega).
La reazione della signora invece è stata un disperato ed incredulo stupore:

“e adesso come faccio? Ci si mettono 10 minuti dall’altro parcheggio! Io la mattina ho i bambini da accompagnare!”

Non sono certo qui a dire le solite frasi sugli italiani tutti furbetti, tutti ladri. Anche perché su oltre 4000 dipendenti sono poche decine quelli che fanno queste cose.
Però mi ha fatto specie questa sorta di superamento della disonestà consapevole. Ormai ci sono persone che si sorprendono e si sentono vittime se non viene loro concessa l’impunità pur essendo in torto. Persone che sentono di avere dei validi motivi per godere di diritti speciali.

Come? Pensate che abbia in mente qualcun’altro oltre alla mia disonesta e ingenua collega? Beh, sì!

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