Sapore di sale. Messinia e Ilia – day 3

tramonto1C’era da tirare le 11 prima del nostro primo appuntamento. Così abbiamo ciondolato tra la camera d’albergo, una pasticceria e un bar per la colazione riuscendo a fatica ad arrivare alle 10.40.
A quel punto ci siamo diretti al baracchino della biglietteria pronti per il nostro giro della Baia di Navarino in battello. Una specie di ciabatta bianco-arancione.
Alle 11 e qualcosa veniamo imbarcati assieme ad altre 3 coppie e si salpa.

la stele francese

la stele francese

La prima stazione è lo scoglio all’estremità meridionale di Sfaktiriail lungo e stretto isolotto che chiude la Baia, sulla cui sommità si trova il monumento ai caduti Francesi nella Battaglia di Navarino del 1827 durante la guerra d’indipendenza Greca.
Lo scoglio è molto bello e selvaggio, con emozionanti vedute a picco sul mare blu intenso.
Venti minuti di passeggiata sulla sua sommità e si riparte per la seconda stazione.

Si fa sosta, direttamente su Sfaktiria, presso il monumento ai caduti Russi.

La chiesetta russa

La chiesetta russa

Oltre alla classica stele coi nomi dei marinai che hanno perso la vita, c’è una curiosa chiesetta ortodossa tutta in legno.
Carina ma il posto è meno affascinante del primo.

Terza e ultima tappa è il monumento Britannico. Questi si trova su un minuscolo scoglio piatto al centro della baia. Non c’è granché da vedere per cui si approfitta di quest’ultima sosta per un bagno tra gli scogli. Una veloce perlustrazione con la maschera non ci offre però grandi emozioni con fondali piuttosto poveri. Ci accontentiamo del bagno e ce ne torniamo a Pylos salutando il capitano Panagiotis.

voidokilia

La spiaggia di Voidokilia

Consumato un pranzo veloce prendiamo l’auto e ci dirigiamo a Gialova dove prenderemo la deviazione per la famosa spiaggia di Voidokilia.
Una breve camminata e, superata l’ultima duna, ci si apre uno spettacolo meraviglioso: una spiaggia di sabbia bianca a forma di OMEGA che si specchia in un’acqua cristallina che vira dall’azzurro al blu intenso.
Percorriamo tutta la curvatura e ci sistemiamo all’estremità meridionale godendoci tre ore di sole, sale e acqua fresca.

Verso le cinque ripartiamo per la nostra prossima destinazione: l’antica Olimpia.
Ci arriviamo in meno di un paio d’ore di viaggio passando da strade a strapiombo sul mare a colline ricoperte di ulivi e viti.

Il centro abitato dell’antica Olimpia è una strada fiancheggiata da alberghi, bar e ristoranti attira turisti. Un posto piuttosto squallido!
Il giorno prima però Mara aveva individuato un B&B che pareva carino ma di cui non conoscevamo l’ubicazione.
Dopo parecchio peregrinare per le vie di Olimpia stavamo per rinunciare quando vediamo un cartello che indica la Strada dei Vini. Dato che il B&B si chiama Bacchus tentiamo. E ci imbrocchiamo!

barcaIl Bacchus si rivela infatti un delizioso alberghetto-taverna situato ad Antica Pisa, un paesello arroccato su una collina a 6km da Olimpia.
Una bella stanza confortevole e calda, lontana dal caos di Olimpia. Prima che il sole sparisse del tutto abbiamo anche approfittato della piccola piscina con vista sulla valle!

Ottima anche la cena dell’annessa taverna con portate a base di prodotti locali. Rifocillati, ci siamo ritirati in camera non prima di aver fatto due passi digestivi per il minuscolo paesello, pronti per affrontare le rovine del centro di culto la mattina successiva.

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