5 giorni alle 5 Terre (in tenda)

Quest’anno la prima tranche di vacanze estive è stata forzatamente nel segno dell’austerity.

Mara voleva rilassarsi un po’ al mare così ci siamo limitati a fare 5 giorni in Liguria in tenda.
Era un piccolo azzardo visto che la principessa, in quasi 40 anni di vita, non si era mai abbassata a dormire in campeggio in vita sua! 🙂

tenda

Mara nella sua nuova magione

Aveva mille timori sulla vita del campeggiatore: riuscirò a dormire in tenda? Riuscirò a usare i bagni e le docce comuni? Il rumore? La pulizia? Farà freddo? Farà caldo?

All fine tutto è andato per il verso giusto. Il campeggio è risultato essere ottimo sia come posizione sia come struttura.
I bagni erano sempre puliti, le piazzole immerse nell’ombra dei pini marittimi. Abbiamo avuto la fortuna che non fosse affollato per cui la vivibilità era ottima.
Quanto alla posizione, eccetto l’ultima sera (per scelta precisa) non abbiamo mai toccato l’auto che è rimasta nel parcheggio (un campo da calcio) gratuito: il Camping La Secca si trova infatti nell’omonima località da cui si raggiunge Moneglia in meno di 5 minuti a piedi su una stradina pedonale. In paese si trovano moltissimi bar, ristoranti e la stazione ferroviaria che porta alle 5 Terre.
Gli stessi 5 minuti ci vogliono per arrivare alla spiaggetta de La Secca.

Lunedì
Arriviamo al campeggio nel pomeriggio dopo esserci fermati a Recco per pranzo. Focaccia al formaggio al panificio Fratelli Tossini.
Ci registriamo e in montiamo la nostra fantastica tenda igloo giapponese acquistata in loco nel lontanissimo 1980!
Come si può constatatre dalle foto è ancora oggi modernissima. Ma quanto erano avanti ‘sti giapponesi?! 🙂
Il tempo è variabile e il mare è molto mosso, per la gioia dei surfers liguri per cui dobbiamo rimandare il nostro primo bagno.
La serata si conclude con una buona cena a base di pesce dal simpatico U Limottu, in centro Moneglia. Spesa: 50€ in due per un antipasto, 2 primi, vino, birra e dolce.

Corniglia

Incontri a Corniglia

Martedì
Un cielo terso ci accoglie ma il dolce rumore delle onde che si infrangono sugli scogli (e che ci ha cullato tutta la nostra prima notte in tenda) ci fa intuire che anche oggi i bagni non sono consigliabili.
Decidiamo così di puntare sulle camminate alle 5 Terre.
Consumata la colazione prendiamo quindi il treno per Riomaggiore, la più distante delle Terre da dove siamo noi.

Visitato il delizioso paesino scopriamo però che i primi due tratti della famosa passeggiata (Riomaggiore-Manarola e Manarola-Corniglia) sono ancora chiusi dopo i famigerati fatti dell’autunno 2011.
Considerato che il primo tratto è la famosissima Via dell’Amore ci è parso un po’ strano che non siano riusciti a riaprirla dopo quasi 2 anni, ma tant’è.

Riprendiamo quindi il treno e andiamo direttamente a Corniglia dove pranziamo e imbocchiamo il Sentiero Azzurro che porta a Vernazza.
Sono le 2 del pomeriggio e fa caldo ma con una buona scorta di acqua e dei meravigliosi (!) cappellini di paglia acquistati al momento (dato che i nostri li avevamo astutamente lasciati in campeggio) abbiamo coperto i quasi 4km nella canonica ora e mezza.
Il sentiero è ben tenuto. Si snoda a tratti a picco sul mare e a tratti internamente.
Facendolo da Corniglia a Vernazza è in leggera ma costante salita per i primi 2.5km fino a raggiungere la località di Prevo a 220mt slm (dove si trova, proprio sul sentiero, una curiosa casa che offre acqua e ristoro e ha anche una camera), poi scende abbastanza ripido fino a Vernazza che sta sul mare.

sentiero azzurro

Lungo il sentiero azzurro

A Vernazza ci siamo riposati, rifocillati, rinfrescati e… ripartiti! Troppo stanchi per affrontare gli altri 3.5km per arrivare a Monterosso a Mare, abbiamo ripreso il treno (stavolta affollatissimo) e siamo tornati “a casa”.

Qui abbiamo concluso la giornata con un rapido bagno serale tra le onde che si stavano calmando.

Per la cena, dopo una ricerca sul solito Trip Advisor, abbiamo optato per l’hotel-ristorante Gian Maria.
E’ un posto che pare rimasto fermo agli anni ’70-’80. Sia come arredo, sia come servizio, sia come porzioni!

Dopo un’impepata di cozze come antipasto condiviso, Mara ha preso dei tagliolini fatti in casa ai frutti di mare e io 2 aragostine grigliate.
Eccezionali entrambi i piatti. La pasta poi sarà stata 3 etti di roba!
Spesa: 55€ in due

Silhouette

Silhouette

Mercoledì e Giovedì
Giornate dedicate all’ozio. Mara si è fatta praticamente 2 giorni filati in spiaggia. Io verso le 2 tornavo alla tenda per la siesta pomeridiana sotto i pini accompagnato dal frinire delle cicale per ridiscendere a mare verso le 5.
Mercoledì cena ancora da Gian Maria.
Giovedì sera sarebbe stata la nostra ultima per cui decidiamo di prendere l’auto e cercarci un ristorante sulle colline.

Finiamo inizialmente a La Ruota. Ci accoglie un vivace oste che ci mostra il locale. Una vista mozzafiato sulla baia di Moneglia! Ci spiega però che lì fanno solo un menu degustazione, senza possibilità di scelta. Costo: 53€ a testa! Ci pare un po’ troppo per questa vacanza improntata al low cost e decliniamo. L’oste non si scompone e anzi ci consiglia un altro locale sempre sulle colline: la Trattoria Pagliettini.
Una trattoria tipica ligure a conduzione familiare.
Antipasto: cuculli e acciughe marinate
Primi: gnocchetti con sugo di orata e
Secondo:
Il tutto in porzioni abbondanti.
Vino e birra
Il tutto a 37€ in due. Rapporto qualità/prezzo: 10+
Da tornarci!

Porto Venere

Porto Venere

Venerdì
smontata la tenda e caricata l’auto ci dirigiamo verso Porto Venere dove arriviamo per l’ora di pranzo. Ci infiliamo subito nell’Antica Osteria del Carugio dove mangio tutte le volte che sono lì.
Il locale è rimasto pressoché immutato negli anni (la prima volta credo di esserci stato oltre 20 anni fa).
La cucina si è un po’ adattata. 20 anni fa facevano un unico piatto: la Mes-ciùa (tipica minestra spezzina con fagioli, ceci, grano). Ti sedevi ai tavoloni di legno e dopo poco, senza ordinare nulla, ti ritrovavi con la tua bella scodella fumante di  Mes-ciùa e una brocca di vino.
Adesso il menu comprende 5 o 6 piatti ma la Mes-ciùa la fa sempre da padrone.
A dire il vero noi non l’abbiamo presa stavolta (a Mara peraltro non piace… poverina!). Troppo caldo per una minestra di legumi. Abbiamo optato per un piatto di testaroli al pesto e uno di cozze ripiene.
Ottimi entrambi.
Spesa: 35€ in due con acqua + 1/4 di bianco (sì, il paragone è impietoso con la cena del giorno prima!)

Isola del Tino

Isola del Tino

Dopo pranzo abbiamo fatto il giro in battello delle 3 isole: Palmaria, Tino e Tinetto. In tutte le volte che ero stato a Porto Venere mai avevo circumnavigato le isolette.
Devo dire che il giro è stato interessante e piacevole. Ho scoperto per esempio che Tino – isola di proprietà dei militari come pure Palmaria – non è visitabile se non 2 volte l’anno, in occasione della festa di S. Venerio, il 13 Settembre e la domenica successiva.

Terminato il giro ci siamo incamminati verso l’auto (e vi assicuro che la passeggiata è lunga: i parcheggi a Porto Venere sono distanti – a meno di enormi botte di c… fortuna! – e cari) e ci siamo diretti con calma verso casa.

Certo 5 giorni non sono ciò che definirei una vera vacanza ma complessivamente non possiamo lamentarci. Ci siamo rilassati, abbiamo fatto qualche bagno, belle passeggiate, visto bei posti e monumenti e mangiato bene.

Un paio di notazioni finali:

– alle Cinque Terre e Porto Venere, tolti i gestori degli esercizi pubblici, non si sente parlare italiano. Ma MAI! E’ impressionante.

– essendo l’ultima settimana di Luglio pensavamo di faticare a trovare posto in campeggio, in spiaggia, nei ristoranti. Camping pieno a metà, ombrelloni e sdraio dei bagni liberi per ben oltre metà (la spiaggia libera dove stavamo noi era pienotta – non da ammazzarsi comunque) e Moneglia la sera era semi deserta!

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