Tapas, tapas y tapas

jamon y queso
In ogni viaggio che si rispetti non può mai mancare l’esplorazione della cucina locale.
Ci sono stati alti e bassi sotto questo aspetto.

Apparentemente tutta la cucina sivigliana sembra dominata dalle famose tapas, che poi altro non sono che porzioni ridotte di un qualsiasi piatto, non solo stuzzichini da aperitivo nostrano.
Si mangiano indifferentemente a mezzogiorno, per aperitivo o per cena e noi ci siamo adeguati ben volentieri (dove per noi si intende io e Mara – la suocera in particolare ha mostrato scarsissimo spirito di adattamento!)
Alla fine abbiamo trovato siano un’ottima scusa per provare tanti piatti diversi in un unico pasto.

Alla base della cucina sivigliana si trova molto pesce (in particolare mariscos, frutti di mare e crostacei) ma altrettanta carne (segnalo la tipica coda di toro) di ogni tipo.

tapas bar

Tapas bar con jamon iberico appeso

Immancabile il jamòn iberico, che si trova appeso in bella mostra nei tipici tapas bar del centro, e il queso (formaggio) per accompagnare.

Sulla qualità di ciò che abbiamo mangiato ho però delle riserve. Almeno finché ci siamo tenuti nel Barrio de Santa Cruz, probabilmente troppo turistico ormai perché sia rimasto qualcosa di genuino.

A mezzogiorno abbiamo sempre sgranocchiato qualcosa di leggero. Buone le tortadas del bar Campanario. Delle specie di grosse bruschette condite con ciò che si voleva. Dal solo olio di oliva, al pomodoro fresco, al tradizionale jamòn.

Sabato sera, dopo varie peregrinazioni, siamo finiti in un ristorante dove io e Mara ci siamo fatti un paio di tapas di pesce. Niente di che ma commestibili. I suoceri hanno optato per un controfiletto di manzo su cui la signora ha avuto da ridire (anche perché cercava il filetto – l’unica cosa che pareva potesse mangiare!). In effetti non sembrava un taglio pregiato ma non era nemmeno immangiabile.

Domenica sera è scattato il dramma.
Abbiamo cercato di adeguarci all’orario di cena dei locali (mai prima delle 21.30) ma abbiamo trovato moltissimi ristoranti chiusi (pur essendo città turistica, la domenica resta quasi tutto chiuso – qui il cattolicesimo è una cosa seria!). Così dopo parecchi giri a vuoto ci siamo ritrovati di nuovo nel quartiere turistico vs le 21.30 con la suocera in evidente stato d’ira! Dopo una serie di sceneggiate napoletane degne del miglior Mario Merola, la signora ha deciso che 1. non avrebbe cenato e 2. si doveva andare al ristorante davanti all’hotel.
Suddetto ristorante è risultato essere uno dei più mediocri di Siviglia con ampia documentazione a suo sfavore su Trip Advisor. Ovviamente l’abbiamo scoperto dopo aver ordinato e mangiato una paella degna dei Quattro Salti in Padella della Findus!  😦
La suocera, alla fine di tutto, si è mangiata un appetitoso petto di pollo alla piastra… no comment!

Forti della tragica esperienza, il Lunedì sera le nostre strade si sono separate.
Per la cronaca, quando io e Mara siamo usciti dall’hotel vs le 20.30, abbiamo trovato i suoi genitori nel ristorante della sera prima intenti ad addentare 2 splendidi… petti di pollo alla piastra!! 🙂

Io e la mia bella ci siamo così diretti tranquilli verso le nostre mete.

aperitivo

Aperitivo sulla terrazza

Innanzitutto aperitivo. Avevamo adocchiato una terrazza con vista sulla Cattedrale già dal primo giorno.
Trattasi del bar panoramico della terrazza dell’Hotel EME. L’hotel è un 5 stelle superfighetto, ma l’accesso alla terrazza è libero (non siete nemmeno obbligati a consumare al bar) e la vista sulla Cattedrale, lato Giralda, appaga la vista.
Noi abbiamo ordinato due bicchieri di un eccellente vino bianco: tal Viña Saltes. Con somma sorpresa, nonostante l’aspetto del posto da Billionaire e la cameriera sorella di Naomi Campbell abbiamo pagato solo 10€.

Terminato l’aperitivo ci siamo diretti all’Albarama, in Plaza de San Francisco, che avevamo scovato anch’esso su Trip Adivsor.

foie

Antipasto di foie

Locale in stile minimal moderno con un’ottima selezione di piatti particolarissimi (tapas ma non solo). Presentazione dei piatti à la nouvelle cuisine senza il martirio delle sue dosi da fame.
Spiccavano in particolare un antipasto di foie con salsa dolce di noci, un salmone su formaggio di capra  e una specie di sushi destrutturato di tonno, riso e nori.
Anche il dolce era ottimo.
2 antipasti, 3 tapas, un dolce, vino e acqua per 28€ totali. Non male per uno tra i ristoranti più fighetti di Siviglia!

Segnalo giusto che durante la drammatica serata di domenica, presi dalla disperazione, avevamo proposto anche l’Oca Giuliva, grazioso ristorante italiano di cui tutte le guide parlano molto bene. Fortunatamente (sapete che è contrario ai miei principi mangiare italiano all’estero) c’era da aspettare perché si liberasse un tavolo e la signora si è categoricamente rifiutata di attendere.

Per chi fosse meno avventuroso in quanto a gusti culinari potrebbe essere una discreta soluzione.

San Marco

Il bellissimo (ma pare pessimo) San Marco

Da evitare invece l’altro ristorante di cucina italiana, il San Marco, dove la cucina – a giudicare dai commenti – sembra essere un optional. Hanno la fortuna di attirare clienti grazie alla location d’eccezione: uno dei pochissimi antichi bagni arabi rimasti a Siviglia, ottimamente conservato, in piena Juderìa. Noi ci abbiamo buttato dentro l’occhio ed è veramente notevole.

In conclusione, se si sceglie bene (e si ha voglia!) si può mangiare bene. Da evitare la maggior parte dei locali di Santa Cruz, troppo turistici.

Hasta luego!

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3 thoughts on “Tapas, tapas y tapas

  1. “Andar de tapas” da turista purtroppo è anche una questione di fortuna: certo è che altrove in centro a Siviglia si mangia splendidamente. Purtroppo il Santa Cruz è diventato una sorta di circo montato per il turista nord-europeo e la qualità si modella sui suoi standard e i suoi gusti, mentre l’Arenal e in special modo Triana sono i quartieri dove si mangia meglio. La stessa Plaza de San Francisco è ancora troppo turistica, basta salire 30 o 40 metri (tenendo alle spalle il palazzo del Comune) ed arrivare a Plaza San Salvador dove Entre Cárceles serve uno dei migliori quesos cabrales della città e un “rabo de toro” decisamente buono, o magari scendere prima e fare una puntatina a Los Coloniales… ma, come ho detto, spesso è questione di fortuna e la bontà del cibo in Andalucía talvolta è inversamente proporzionale alla bellezza estetica del bar!

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