Cugini di Campagna?

#salvaiciclistiCome si sarà notato dagli ultimi (sporadici) post, da un po’ di tempo a questa parte ho iniziato a seguire con più assiduità ciò che ruota intorno ai temi della mobilità sostenibile con particolare attenzione al mondo delle 2 ruote (intese come biciclette).

C’è però una perplessità che mi tormenta da quando ho iniziato a pedalare per andare a lavoro.
A cominciare dal movimento del #salvaiciclisti, creato dall’ottimo Paolo Pinzuti e che lavora per una mobilità sostenibile, ho l’impressione che la maggior parte degli attivisti della biciletta in rete abbiano una visione urbanocentrica della mobilità su 2 ruote.
Molti hanno l’aria da radical-chic con la fixie (anzi, ormai anche quella è passata di moda. Adesso va di più la pieghevole – a patto che costi sopra i 1000€), dei metrosexual pedalanti!

Tutte le iniziative, le soluzioni proposte, sono finalizzate alle grandi metropoli. (E in Italia di grandi metropoli ce n’è 2)

Io apprezzo pure che bicisnob sia dichiaratamente snob, però mi piacerebbe pure che le sue lodevoli inziative prendessero in esame anche un territorio che si estendesse oltre le mura capitoline.
(a sua discolpa so che il territorio in cui vive è radicalmente diverso da quello in cui vivo io. Da quel che ricordo, l’hinterland di Roma è… Roma! Poi il nulla o quasi. Qui invece è un unicum di micro-comuni senza soluzione di continuità da Milano a Bergamo)

In concreto, ciò che sembra mancare nelle molte iniziative è uno sguardo che vada oltre le città.

bici su taxi

In Danimarca, da oltre 20 anni, i taxi hanno portabici montabili al momento

Qui dove vivo, nel Vimercatese, il problema non è (solo) il limite di 30km/h nei centri urbani. Anche perché la maggior parte dei paesi hanno strade talmente anguste e piene di dossi rallentatori che difficilmente si superano i 30.

Ciò che secondo me manca qui è un collegamento tra le decine di comnuni per creare una rete cicloviabile capace di connettere i comuni tra di loro in sicurezza.
Manca totalmente un coordinamento territoriale che sia in grado di studiare un piano per la viabilità che inizi a sondare terreni altri dall’uso dell’auto.

Incidente bici

Gli incidenti che coinvolgono ciclisti sono in aumento da 2 anni a questa parte

Dei 12km che separano casa mia dal posto di lavoro, sì e no un terzo può dirsi fatto in sicurezza. Io rischio la pelle 2 volte al giorno perché o non esistono ciclabili protette o, se esistono, sono strisce di poche centinaia di metri che iniziano e finiscono nel nulla – anzi peggio: di solito finiscono su una strada statale trafficatissima o una rotonda.

Le piste ciclabili che ci sono qui nella mia zona mi ricordano la scena di un bellissimo film, Pleasantville, dove alla lezione di geografia si spiegava come le strade di Pleasantville portassero sempre a… Pleasantville!

Non parlaimo poi dei mezzi di trasporto pubblici. La Nord Est Trasporti (controllata dall’ATM) continua a ridurre le corse anziché potenziarle (l’azienda per cui lavoro ha dovuto mettere una navetta privata che passa da Mezzago perché la NET ha tolto la corsa che passava di qui).
E’ quindi pura utopia pensare ad autobus con portabici per cui magari si può fare una tratta in bici e il ritorno in autobus.

bike on bus

Bici su Bus – soluzione impossibile?

Insomma, forse servirebbe un salvaiciclisti extraurbano. Un movimento capace di far cambiare la mentalità dei piccoli centri perché, soprattutto in un territorio come questo della bassa Brianza, spostarsi in bicicletta (o a piedi) da un comune all’altro sarebbe cosa di pochi km.
Certo che se si deve attraversare una Strada Statale perennemente trafficata (e dove le auto sfrecciano a 70 e passa km/h) o strade strette in mezzo ai campi ma che ormai sono prese d’assalto dalle auto in cerca di percorsi alternativi, i 5 o 10km che separano casa dall’ufficio possono trasformarsi in una roulette russa.

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2 thoughts on “Cugini di Campagna?

  1. Non posso che essere d’accordo con te. E’ un problema del quale ho discusso anch’io e sul quale a volte mi sono scontrato con altri attivisti del movimento #salvaiciclisti. Il tema dei collegamenti intercomunali da molti non è recepito. Certo che creare un gruppo che se ne occupi potrebbe essere una buona idea. Per certi aspetti la campagna Mobilità Nuova è in qualche modo più vicina alle esigenze di chi abita in provincia ma soltanto dal punto di vista del TPL.
    Rudy Reyngout

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