Weekend (culinario) romano

panorama

Panorama

Credo sia la quarta o quinta volta che vado a Roma ma non sono mai del tutto soddisfatto. Non della Città Eterna, ma del mio soggiorno.
Ogni volta torno a casa con la sensazione di essermi perso qualcosa, di non aver colto tutto ciò che la città avrebbe da dare.

colosseo

il Circo

Certo non ci sono mai rimasto abbastanza  a lungo – al massimo una settimana – per riuscire a cogliere lo spirito, l’essenza, il cuore della vita dell’Urbe.
In realtà non ho mai fatto – e certamente mai farò – una vacanza abbastanza lunga da poter assimilare e capire la vita che vi conducono gli abitanti. Ne sono consapevole. Però, non so perché, per Roma questa consapevolezza mi da un po’ fastidio.

Quel che potevo realisticamente cercare in un soggiorno di 3 giorni erano sensazioni epidermiche: colori e sapori.

I colori ce li hanno regalati l’architettura stratificata nei secoli e il tempo variabile che abbiamo trovato: dall’azzurro intenso del cielo terso, al bianco sporco delle nuvole. Dal rosso infuocato del cielo ai palazzi storici tinti di un ocra commovente al tramonto. E, giusto per non farci mancare nulla, il grigio plumbeo delle nuvole cariche d’acqua riflesse nelle pietre bagnate della pavimentazione romana.

putto

Presenze

Quanto ai sapori, fin dai preparativi prima della partenza, abbiamo fatto di tutto per gustare tutta la gamma dei piatti tipici locali cercando ristoranti che garantissero qualità sfuggendo alle famigerate trappole per turisti che pullulano nelle città d’arte nostrane.
Devo dire che, tranne due pranzi, siamo rimasti soddisfatti delle scelte.

La prima sera abbiamo cenato alla Matricianella. Forse perché era Venerdì, forse perché il locale è noto, abbiamo trovato posto solo all’aperto sotto i funghi riscaldati. Un’esperienza che abbiamo preferito non ripetere le sere successive!
Freddo a parte, la cena è stata soddisfacente. Dopo un buon fritto misto di antipasto, io ho preso dei rigatoni con coda alla vaccinara niente male.

Sabato, prima di recarci allo stadio, abbiamo provato il famoso (e discusso) Pizzarium del tele-pizzaiolo Gabriele Bonci.

cavalli

Cavalli

Checché ne dicessero i critici (accostamenti di ingredienti troppo arditi, prezzi troppo alti) a me è piaciuta molto e non l’ho trovata cara se rapportata alla qualità degli ingredienti usati. Poi sarà che quando vedo un posto che offre una selezione di birre artigianali, divento più indulgente!
A cena la scelta è caduta sull’Osteria la Quercia. Qualche mugugno da parte di Mara per l’attesa di quasi mezz’ora nonostante la prenotazione (ci siamo seduti alle 22.30) ma poi, una volta accomodati, ci siamo saziati con un ulteriore menu di piatti locali.
Stavolta ho scelto un eccellente strudel di baccalà e cavolfiori come antipasto e un saporito abbacchio a scottadito per secondo. Così, tanto per non sbagliare!

Domenica c’è stato il primo pranzo-pacco in Piazza Venezia. Ci siamo prontamente rifatti la sera con aperitivo in un bel localino a Trastevere seguito da ottima cena al La Fraschetta. Molto meno pettinato della Quercia, ambiente più da osteria con trecce d’aglio e peperoncini appese ovunque. Anche il menu era meno sofisticato ma alla fine migliore dei due precedenti.
Anche qui ho preso un fritto misto romano per iniziare, ho condiviso dei deliziosi tonnarelli cacio e pepe (che, come dice l’oste, c’hanno 3 ingredienti: pasta, cacio e pepe. Se il cuoco è bravo so’ bboni, altrimenti vengono ‘na porcheria) con Mara e ho concluso con una semplice ma veramente gustosa bistecca al sangue.
Gli altri hanno preso coda alla vaccinara e un’amatriciana che hanno gradito.

stadio

Kiwis

Il lunedì siamo rimasti soli io e Mara e abbiamo ciccato la scelta del pranzo in un localaccio a Campo dei Fiori. Incerti del turista stanco! Peccato perché ci sarebbe bastato fare altri 5 minuti a piedi per trovarci nel Ghetto a provare le prelibatezze Kosher romane.
Ci siamo accontentati di due dolci eccezionali presi in un forno gestito da tre arzille signore in grembiule azzurro che faceva tanto drogheria nell’Italia del dopoguerra!

Insomma, nonostante i km percorsi a piedi credo di aver messo su un paio di kg! 😦

Una menzione la dedico al  B&B Federici dove abbiamo dormito. Lo consiglio.
Ottima posizione, in zona Vaticano, attaccato alla fermata della Metro A Ottaviano; camere piccole ma pulite e silenziose; ottima colazione; Fabio, il gestore, è simpatico, premuroso e gentile così come la signora che ci preparava la colazione.

Ultima nota. Io rimango sempre scioccato quando sento un italiano che non è mai stato a Roma.
Signori, Roma è una meta imprescindibile per chiunque. E’ la città più ricca di storia al mondo ed è di una bellezza sconvolgente.
Per un italiano dovrebbe essere un dovere andarci!
Per cui la prossima volta, lasciate perdere i vostri anonimi villaggi all-inclusive di Sharm o i locali per ubriaconi anglosassoni di Ibiza e Formentera.

ANDATE A ROMA PERDIO!!

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