Lettera immaginaria a Cesare Prandelli

gigi buffon

Gigi Buffon

Caro Cesare Prandelli,
questa lettera avrei voluto scriverla parecchi mesi fa, a fine Febbraio, all’indomani del famoso Milan-Juventus di campionato.
Non scrissi nulla allora perché – da tifoso Milanista – le mie osservazioni sarebbero certamente (e forse giustamente) state scambiate per le solite lamentele del tifoso deluso e amareggiato per il risultato di quell’incontro.
Non scrissi ovviamente nulla nemmeno a fine campionato per gli stessi motivi.

Oggi però si è aggiunta un’ulteriore goccia al vaso che già traboccava a Febbraio. Ciò che allora mi fece storcere il naso fu una dichiarazione di Gianluigi Buffon, portiere della Juventus e capitano della nostra Nazionale.
Dichiarava Buffon che mai avrebbe ammesso di sua spontanea volontà che il pallone aveva varcato la linea. Diede a intendere che era del tutto normale mentire per salvare il risultato.
A me vennero subito in mente tutti quei giocatori che invece NON mentirono sul campo. Gli attaccanti che correggono l’arbitro ammettendo di non aver subito il fallo da rigore fischiato a proprio favore; i giocatori che fermano il gioco per soccorrere un avversario infortunato; quelli che magari segnano un gol fortuito e immeritato e decidono di far segnare la formazione avversaria per riparare. Insomma, di episodi di sportività ce ne sono persino nel calcio!

cesare prandelli

Cesare Prandelli

Soprattutto però, caro Prandelli, mi venne in mente un episodio accaduto pochi mesi prima delle parole di Buffon in cui lei fu felice protagonista: la convocazione nella Nazionale Italiana del giocatore del Gubbio Simone Farina.
Fu un gesto puramente simbolico che però in quel momento (era solo l’inizio, come sappiamo dalle cronache di questi giorni) era giusto lei facesse.
In quel pantano melmoso che si sta dimostrando essere il nostro calcio professionistico, era giusto premiare e portare ad esempio un uomo che, con coraggio, non aveva tradito gli ideali dello sport nonostante ciò che lo circondava.

Ecco, io allora pensai che forse, allo stesso modo, lei avrebbe potuto sospendere la convocazione di Buffon.
Noti bene che ho scritto sospendere. Non sono né così giustizialista né tantomeno così ingenuo da pretendere che lei negasse a un fuoriclasse come Buffon la Nazionale Azzurra per una dichiarazione infelice!
Però, forse, considerato anche il ruolo di capitano, fargli saltare un paio di amichevoli per fargli capire che il suo dovere non è solo quello di “giocare a pallone” ma di fare anche da esempio di rettitudine e correttezza, non sarebbe stato uno scandalo.
Le ricordo, per esempio, che a John Terry è stata tolta la fascia di capitano della Nazionale Inglese proprio per motivi etico-morali (anche se il fatto che la decisione sia stata presa dalla federazione inglese e non dal CT, nostro connazionale, la dice lunga!).
Mi pare sarebbe stato un segnale speculare e coerente alla convocazione di Simone Farina.

Il motivo per cui mi sono infine deciso a scriverle oggi però, la goccia cui accennavo sopra, sono state le ultime parole di Gianluigi Buffon. Sono certo che le avrà sentite o lette anche lei sui quotidiani.
Ancora una volta, il capitano della Nazionale Italiana di calcio, si lascia andare a commenti che, definire ingenui, è generoso.

Vorrei chiarire che la mia non è una crociata personale contro Buffon. Non mi sto scagliando contro un giocatore della Juventus da tifoso Milanista.
Non ho ovviamente modo di dimostrare la mia “innocenza intellettuale” se non dandole la mia parola ma, spero lei capisca che la mia è delusione e rabbia nei confronti di un simbolo, di un uomo (perché ormai ragazzo non lo è più) che rappresenta la Nazionale di calcio del mio paese.
Un paese che, agli occhi degli stranieri, ha già parecchie macchie in campo extra-calcistico  e che, quest’estate, vivrà l’ennesimo scandalo su scommesse illegali e partite truccate.

In tale contesto, mi pare assurdo che il capitano della Nazionale possa serenamente affermare che le partite possano essere accomodate.
Sinceramente, io non penso che Buffon sia in malafede e che intendesse dire che è lecito truccare le partite (anche se il precedente citato prima non depone a favore della sua sportività). Credo solo che sia un ingenuo che ha aperto bocca senza troppo pensare alle conseguenze.
Forse però chi indossa la fascia di capitano da molti anni dovrebbe sapere dove va a finire la palla che scaglia a tutta forza.
Non solo su un campo da calcio.

Nel salutarla cordialmente ne approfitto per augurarle un buon lavoro per questa estate.
FORZA AZZURRI!!
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