El condor pasa

Colca Canyon Condor

Condor in volo sul Colca Canyon

Chivay, 7000 anime abbarbicate a 3500m in mezzo alle Ande.
Siamo arrivati qui all’ora di pranzo dopo un’arrampicata di 4 ore su di un van 16 posti, attraversando la Riserva Nazionale delle Vigogne (con un paio di stop per osservare da vicino questi camelidi insieme ai loro cugini lama e alpaca) e culminata con l’attraversamento del Paso de los Volcanos, un belvedere su 4 vulcani le cui cime sono tutte attorno ai 6000m.
Il passo stesso si trova alla bella quota di 4900m. Che si sentono appena si fanno due passi: testa che gira, respiro che manca e gambe molli.
Sono però orgoglioso di affermare che sono stati gli unici effetti del soroche avvertiti.
Sicuramente siamo arrivati preparati. Da ieri infatti prendiamo delle pillole e la nostra guida, alla partenza da Arequipa, ci ha fatto fare una tappa strategica in un negozietto dove abbiamo fatto scorta di caramelle, bevande e foglie di coca oltre all’immancabile mate de coca.
Le foglie, a dire il vero, ce le abbiamo ancora quasi tutte. Fanno abbastanza schifo!
Caramelle, bibita, mate e pure biscotti tutto alla coca, in compenso lì abbiamo finiti. Siamo sulla buona strada per la tossicodipendenza!
A Chivay ci siamo sistemati al Pozo del Cielo. Un albergo veramente grazioso che riprende le antiche dimore locali in adobe.
Ma la vera chicca è stato il pomeriggio passato alle terme. Cinque vasche di calda acqua sulfurea all’aperto incastonate tra le pareti rocciose delle Ande e il fiume Colca. Uno spettacolo! E un toccasana per il freddo che, dopo il tramonto, qui si fa sentire (in questo momento, le 7 di sera, dovremmo essere intorno ai 5 o 6 gradi)
La cosa curiosa delle terme è che, delle 5 vasche, a noi turistas sono concesse la 1, la 2 e la 5. Le altre sono per il pueblo – che a loro volta non possono accedere alle “nostre”. Una sorta di apartheid termale!
Cena in un locale tipico con danze tipiche. Che tradotto significa trappola per turisti con cibo finto genuino e pagliacciata annessa. Vabbè, di qualcosa dovrà pur vivere questa gente costretta a stare in luoghi maestosi ma crudelmente inospitali.
La mattina sveglia all’alba per raggiungere la Cruz del Condor.
Quello che non ci aspettavamo era di vedere il pennuto dalla sorprendente apertura alare sacro agli Incas così da vicino.
Uno spettacolo incredibile!

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