Synchronicity

Traffic Jam Alert

Siate pronti ad incazzarvi

In questi giorni il traffico è davvero impazzito.
Seduto in macchina mi è più volte venuto in mente il testo di Synchronicity II. 40 minuti per fare i 12km del tragitto casa-lavoro stanno diventando la norma anche in condizioni atmosferiche normali.
E non sto parlando del centro di una metropoli ma della periferia di Milano (anzi, di Monza, dato che abbiamo cambiato provincia) utilizzando strade “secondarie”.

All’estero ci ho vissuto e conosco gente che ci vive tuttora e che, quando viene qui, sgrana gli occhi nel vedere una città come Milano con i marciapiedi trasformati in parcheggi selvaggi per auto.
Non voglio fare l’esterofilo a tutti i costi perché gli ingorghi e il traffico esistono in tutto il mondo – Svizzera, Germania o Scandinavia.
Quello che qui sembra mancare però è la consapevolezza del problema.
Mentre nel resto d’europa si inzia a leggere di quartieri carfree, da noi, ogni volta che un amministratore propone di pedonalizzare una strada (una strada, mica un intero quartiere!), i commercianti (dimostrando veramente poca lungimiranza) alzano la voce e tutto si ferma.
In Italia ogni anno saltano fuori incentivi per l’acquisto di auto.
Ma quante auto possiamo ancora sopportare?
Siamo già al 6° posto al mondo per presenza di veicoli pro capite, siamo terzi in Europa dietro a Lussemburgo (dove la media sale per evidenti motivi demografici) e Cipro e vogliamo ancora incentivare la gente ad acquistare automobili?
E’ possibile che non ci si renda conto che non è sostenibile possedere un’automobile a testa? 3-4 auto per famiglia?

Che senso ha che io, che lavoro al computer per 8-10 ore al giorno comunicando solo tramite email e telefono, debba venire tutti i giorni in ufficio perdendo da 30 a 40 minuti a tratta, intasando le strade e inquinando? Potrei fare le stesse cose da casa con un buon collegamento a banda larga in rete e venire in ufficio 1 o 2 volte la settimana.
Queste sarebbero le infrastrutture da potenziare, non costruire nuove strade asfaltando tutto.

Mettiamo delle navette – possibilmente elettriche – ogni mezz’ora che coprano tutto il territorio anziché 2 corse al giorno di un autobus a gasolio inquinante.

Cominciamo progressivamente a chiudere al traffico privato tutti i grandi centri urbani creando degli hub periferici da cui partire.

Sono solo esempi, cose banali che già si fanno – anche in Italia – ma che sarebbe ora di trasformare da esperimenti a strategia.
Senza paura di scontentare qualcuno nell’immediato perché si è consapevoli di agire per un bene a lungo termine.

O facciamo (tutti, compresi noi cittadini comuni) una scelta coraggiosa o continueremo a vivere come il protagonista della canzone dei Police


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