Tutti a casa davanti alla (pay)tv

Ho già scritto su questo blog dei disagi che si devono sopportare per poter vedere una banalissima partita di calcio in quello che dovrebbe essere il primo stadio (almeno per capienza: 85.700) d’Italia.

Ebbene, nonostante i miei propositi esposti alla fine di quel post, mi sono ancora lasciato convincere dai miei compagni di merende rossoneri a rifare il mini-abbonamento per la Champions anche quest’anno.

La prima partita, nonostante l’avversario tutt’altro che prestigioso, ha registrato il quasi tutto esaurito grazie alle manovre pre-elettorali nel calcio-mercato del presidente del consiglio.

Per farla breve, Mercoledì scorso, partendo come al solito alle 18.20 dal casello di Agrate Brianza, ci abbiamo messo esattamente 3 ore per raggiungere i nostri posti (esclusa la salita al terzo anello, 27km dice googlemaps). Siamo infatti arrivati allo scoccare del 35esimo del primo tempo.

Si lo so che noi italiani siamo dei coglioni che non si convincono a lasciare a casa l’auto. Ma vi assicuro che noi ci abbiamo provato ad andare allo stadio coi mezzi. Lo abbiamo fatto per ben due stagioni consecutive. Poi ci siamo stufati di rientrare a casa all’una e mezza di notte in un giorno feriale e abbiamo deciso di affrontare il famigerato traffico dell’ora di punta del tratto urbano della A4. Almeno si arriva a casa entro mezzanotte (che è pur sempre 1 ora e mezza per farsi 27km, mica poco!)

Il problema della carenza atavica di mezzi di trasporto pubblici e di infrastrutture decenti attorno e dentro gli stadi fa parte di quel pacchetto regalo confezionato dai nostri pubblici amministratori a quelle che sono ormai i padroni dell’intrattenimento sportivo: le pay-tv.

Stadi vecchi, pericolosi, scomodi e irraggiungibili; biglietti introvabili o comunque acquistabili tramite procedure farraginosissime; infine la tessera del tifoso di Maroni (tanto lui, quando va a vedersi il Milan, mica la deve presentare la tessera del tifoso – anzi, manco paga per star seduto sulle poltroncine VIP)

Da parecchi mesi Vittorio Bertola sostiene che l’introduzione della tessera del tifoso abbia ben altre finalità che quelle della sicurezza (ne parlava qui ma anche qui).

Ora anche su Calcio Press è apparso un articolo che dove si dice che forse, dietro al progressivo svuotarsi degli stadi (che come fa notare nell’articolo colpisce tutte le serie e categorie) si nasconde un progetto ben mirato: svuotare gli stadi, riempire i divani… e le tasche di Murdoch e Berlusconi.

SKYfoProbabilmente dobbiamo rassegnarci. Il calcio, come forma di spettacolo, non sarà più fruibile dal vivo ma solo LIVE sui teleschermi.

E allora via, a comprarsi subito l’ultimo 79 pollici full LED 3D Full HD Local dimming DSP TDi che tra un paio d’anni il Milan giocherà gli incontri direttamente a Milanello e al posto di S. Siro ci sarà un mega centro residenzial-commerciale gestito dalla Pirelli RE.

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2 thoughts on “Tutti a casa davanti alla (pay)tv

  1. te ti lamenti, pensa chi non gliene fotte un cazzo del pallone e a quell’ora lì deve comunque farsi quella strada lì. che adesso starà pure scrivendo un post “oltre i pendolari ci mancavano gli idioti della champions”. e così via.
    e poi non vi siete persi niente. 🙂

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