Tracce del passato

Oggi Mina compie gli anni.
Non dico quanti perché – ai tempi in cui Mina cantava pezzi entrati nella storia – era considerato scortese svelare l’età di una signora.

Gli anni ’60/’70 sono oramai un’epoca storica lontanissima, sembrano veramente preistoria.

Sembravano tutti più educati allora, più signorili. E questa educazione sembrava rifelttersi anche nei gusti musicali. Di tutti. Autori e pubblico (ma forse i primi educavano i secondi)
Quelli che ancora oggi consideriamo dei pezzi eterni, erano allora successi per la massa, non brani per un’elite di intenditori.
Negli anni ’60/’70 in RAI (c’era solo la RAI!) si sentiva e vedeva gente come appunto Mina

Luigi Tenco

Gino Paoli,

Sergio Endrigo,

Lucio Battisti

Questi erano considerati fenomeni di massa – oggi si direbbe che fanno audience.
Gente con una classe, un’eleganza e… un talento musicale impressionante!
Tutta gente le cui canzoni sopravvivono e sopravviveranno ancora per chissà quanti anni.

Oggi i fenomeni di massa, quelli che riescono ad andare in TV e a vendere ancora qualche disco (o meglio, qualche MP3 possibilmente scaricato gratis), sono Laura Pausini, Tiziano Ferro, Gigi D’Alessio
Mi riesce difficile immaginare un solo brano di questi che verrà ricordato tra 20 anni.
(in effetti mi riesce difficile ricordare un solo brano di questi tre anche adesso)

Sì, sono un vecchio e inizio –  giustamente e orgogliosamente – a fare discorsi da vecchio, ma sono cresciuto negli anni ’80 e ’90, non ’60 o ’70. La mia quindi non è nostalgia per le memorie della gioventù perduta – per quello mi basta Wake Me Up degli Wham!
E’ la constatazione che quelli furono anni d’oro in assoluto per la musica leggera.
Ecco, forse se vivessi in quegli anni non farei della frase di Moretti il motto della mia vita!

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5 thoughts on “Tracce del passato

  1. La solitudine della Pausini avrà 15 anni o più e pensare che nessuno la canti ancora significa vivere fuori dal mondo, la musica popolare è sempre stata è sempre sarà “popolare” quando riesce a infilarsi nel vissuto delle persone, questo valeva 40 anni fa come vale oggi. E poi… ma dai… Tenco e Endrigo fenomeni di massa? ma quando mai. Battisti e Mina invece erano considerati commerciali, occupavano sempre il vertice delle classifiche e loro, si, fenomeni di massa, e non credere che già allora non c’era chi rimpiangeva la musica dei bei tempi andati rovinata dall’urlatrice Mina e dal non-cantante Battisti, la storia si ripete, sempre, e il passato sembra sembre più bello…P.S.Ma Gigi D’alessio dov’è un fenomeno di massa? a Napoli? Temo che tu confonda il gradimento degli spettatori della TV che guardano D’alessio con quelli che comprano i dischi e vanno ai concerti.

  2. Ciao Aldo.
    Hai ragione su La Solitudine, in effetti c’è ancora gente che la ricorda dopo 15 anni. Solo che è l’unica e tutti ricordano solo “Marco se n’è andato e non ritorna più…“. Ma forse hai ragione anche sul fatto che vivo fuori dal mondo!
    Non sono un sociologo per cui ho certamente attribuito all’espressione fenomeno di massa un significato approssimativo, se non errato. Di questo mi scuso.
    Ciò che intendevo era che tutti quelli citati – compresi Tenco ed Endrigo – venivano passati alla radio e tv nazionale. Non erano certo degli sconosciuti al “grande pubblico” (l’ho messo tra virgolette perché anche qui si potrebbe discutere in eterno sulla sua accezione).
    Non stiamo parlando di gruppi come i Massimo Volume, Giardini di Mirò o i LaCrus (tre gruppi contemporanei a caso che mi sono venuti in mente) che sono conosciuti solo dagli appassionati di un certo tipo di musica.
    Hai idea del casino che provocò sui giornali di tutta Italia la morte di Tenco?

    Quanto a Gigi D’alessio, guarda le date del suo ultimo tour.
    A parte Roma, Caserta ed Eboli sono tutti al nord. Inoltre il solo Forum di Assago contiene circa 12.000 persone. Dimmi tu se sono 4 Napoletani in trasferta…

    Ah, e i dischi ormai non li vende più nessuno.

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