Una mattina qualunque

Stamattina sono stato agli uffici della ASL3 di Vimercate.

Prendo il mio numerino, 98. Il tabellone luminoso indica 90.
Pensavo peggio.

In sala si sentono solo le voci delle 2 impiegate provenire da dietro gli sportelli con le veneziane abbassate.
A differenza dello stereotipo del lavoratore statale, parlano di lavoro e sembrano impegnate.
Strano. Non mi pareva di aver letto di una visita di Brunetta a Vimercate…

Inizio a guardarmi in giro per scrutare la fauna che popola la sala d’attesa in una mattina qualunque di un giorno lavorativo.

Un paio di donne straniere che, capendo poco la lingua, verranno irrimediabilmente respinte rispedite indietro per mancanza di almeno due dei 734 documenti richiesti per farsi assegnare un medico;

Una coppia di pensionati in cui lui comprende a stento dove si trova e lei gli fa una cronaca minuziosa di tutto ciò che sta accadendo nella sala d’attesa con previsione di ciò che accadrà da lì a poco;

Casalinghe Disperate

Casalinghe Disperate

Qualche casalinga dall’aria decisamente disperata – nessuna però ricorda nemmeno vagamente una qualsiasi delle protagoniste di Desperate Housewives.
Evidentemente in Italia le casalinghe non si disperano a sufficienza;

Un trentenne con camicia azzurra-colletto-e-polsini-bianchi, occhiale da vista griffato e giacca Belstaff. Da quest’ultimo particolare si evince che è uno scooterista metropolitano.
Lo scooterista metropolitano infatti indossa la giacca Belstaff che gli viene spacciata (dalla Belstaff) come giacca da moto. In caso di caduta ovviamente la giacca Belstaff offre la stessa protezione del giubbino di Ahmadinejad, con cui condivide taglio moderno e colore.

Ahmadinejad con iranian belstaff

Ahmadinejad con iranian belstaff

L’unica differenza è che la giacca di Ahmadinejad costa un quinto della giacca Belstaff;

Infine 2 rappresentanti del tipico abitante delle sale d’attesa degli uffici pubblici: il vecchietto da fila.

Il vecchietto da fila si sveglia prestissimo. Alle 5.30 è già pronto per uscire. Anche perché non perde tempo a lavarsi né a vestirsi. Egli infatti si presenta davanti alle porte (ancora chiuse) di qualsiasi ufficio pubblico indossando: ciabatte lise, pantaloni di flanella, maglia del pigiama anni ’70, foulard in seta stile Felice Maniero e cappello in feltro o lana a seconda della stagione.

Felice "Faccia d'Angelo" Maniero

Felice "Faccia d'Angelo" Maniero

A dispetto del fatto che abbia l’intera giornata libera senza impegno alcuno, il vecchietto da fila deve essere il primo della fila. Se, per errore, qualcuno si avvicinasse allo sportello prima di lui egli inizierebbe una filippica in toni astiosi per affermare il proprio primato. In caso di estremo bisogno, potrà brandire a mo’ di mazza ferrata il proprio bastone da passeggio.

Alle 8.30 in punto, con sincronismo degno della coppia Cagnotto-Dallapè, le due impiegate alzano le veneziane e iniziano a scalare i numerini.
Ovviamente il modulo che avevo io non andava bene ma in qualche modo ho ottenuto ciò che volevo in poco più di mezz’ora arrivando a lavoro quasi in orario.

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